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Trattamento socio-assistenziale-riabilitativo (SAR)
per pazienti affetti da DEMENZA nei primi stadi

 

INTRODUZIONE

Le esigenze legate all’assistenza della persona affetta da demenza cambiano nel corso della storia naturale della malattia.
I sintomi cognitivi, psichiatrici e neurologici che gradualmente si manifestano
hanno effetto sulle attività del paziente e sulla qualità della sua vita.
Le conseguenze della malattia ricadono inevitabilmente anche su chi lo assiste, sia in ambito familiare che in quello sociale.

Per curare una persona affetta da demenza è importante considerare i tre soggetti coinvolti dalla malattia:
a. la persona ammalata,
b. la persona che si prende cura: parente, operatore sanitario (quelli che solitamente vengono
definiti caregiver),
c. l’ambiente domestico.

Non considerare adeguatamente l’importanza di questi soggetti rischia di ridurre lo spazio terapeutico già esiguo e la possibilità di migliorare la qualità di
vita della persona ammalata.


I trattamenti psicosociali


Quando si parla di trattamenti psicosociali si devono intendere quegli interventi non farmacologici che cercano di aiutare la persona ammalata ad essere più autonoma per
stare meglio lui e chi li è vicino: familiari, operatori sociali e amici.

E’ comunque fondamentale il contributo dei famigliari perché il “riadattamento” sia reso possibile. Famigliari che hanno bisogno di essere sostenuti in questo difficile cammino; famigliari che, a loro volta, devono essere aiutati a sostenere la relazione con il proprio caro ammalato.

Inoltre, quando si parla di ambiente non ci si riferisce soltanto allo spazio e al tempo in cui l’ammalato lentamente rischia di smarrirsi, ma al luogo degli affetti che, nella sua rassicurante continuità, può pacificare la persona ammalata.

L’attenzione ai luoghi abituali è importante affinché il malato non perda confidenza con le cose da lui conosciute. Questo lo può aiutare a ripetere quegli atti abitudinari, di quotidiana ripetizione, che possono favorirgli un mantenimento, seppure minimo, di autonomia.

Come emerge da una revisione della letteratura scientifica sul tema dell’Alzheimer, in merito al trattamento non farmacologico: “molti interventi riabilitativi sono effettivamente in grado di ridurre in modo significativo vari tipi di comportamento agitato, con un efficacia che si avvicina o supera a volte quella degli psicofarmaci”.


Il progetto che cosa propone?

  • Di migliorare la qualità della vita del paziente attuando interventi che permettano al malato affetto da demenza di conservare autonomia nelle proprie attività quotidiane.
  • Di abbassare il suo livello di ansia.
  • Di sostenere adeguatamente il nucleo familiare perché presenza insostituibile per la conservazione della comunicazione affettiva col malato e, praticamente, per le cure domiciliari.



Attraverso quali interventi?


a) Una iniziale e necessaria valutazione globale del funzionamento e del grado di disabilità tramite:

  • la conoscenza dei problemi psicosociali ed ambientali che il paziente sta vivendo.
  • la valutazione del funzionalità e del grado di disabilità del paziente.
  • la valutazione delle problematiche emotive di maggior rilievo in questa
    fase della malattia.

b) Trattamento assistenziale-riabilitativo che si articolerà in interventi di:

  • riabilitazione cognitiva
  • gruppi di pazienti coordinati con tecnica operativa e applicazione di tecniche mutuate dal “conversazionalismo”
  • interventi di informazione-formazione e supporto per caregivers
  • teleassistenza e/o televideoassistenza.

 

Chi può partecipare?

Potranno accedere al trattamento socio-assistenziale- riabilitativo (SAR) i pazienti che:

  • risultino con diagnosi probabile di Malattia di Alzheimer,
  • non evidenzino sintomi non cognitivi dirompenti quali: allucinazioni, deliri,
    agitazione psicomotoria, aggressività, sintomi da sindrome frontale (NPI<30, ma nessun 12),
  • presentino una gravità lieve-moderata (MMSE tra 14 e 24),
  • non presentino gravi co-morbilità scompensate,
  • abbiano care-givers interessati al trattamento socio-assistenziale e riabilitativo.



A chi chiedere informazioni per poter partecipare?


I pazienti potranno ricevere indicazioni per il trattamento non farmacologico da:

  • Medici di Medicina Generale (medico di famiglia),
  • Specialisti dei Centri distrettuali per la Demenza,
  • Specialisti Ambulatoriali dell’Azienda USL di Modena
  • Medici Privati

I Pazienti e/o Famigliari, venuti a conoscenza dell’esistenza di questo progetto, possono direttamente chiedere informazioni a Co.Me.T.A. 99.
E’ in ogni caso necessario recarsi dal proprio medico di medicina generale, per l’invio al trattamento non farmacologico, in quanto il medico di famiglia è primariamente coinvolto nell’assistenza dei propri pazienti affetti da demenza. L’equipe di Co.Me.T.A. 99, attraverso colloqui e test neuro-psicologici valuterà l’idoneità del paziente al trattamento.


Nessun onere economico è a carico dei 90 pazienti o delle loro famiglie che riceveranno il trattamento socio-assistenziale e riabilitativo per le attrezzature necessarie per la televideoassistenza e teleassistenza.

Il servizio di televideo-assistenza verrà attivato solo per le situazioni più gravi.
La spesa di istallazione della linea telefonica ADSL protetta, necessaria per il servizio di televideo-assistenza è a carico dell’utente (costo previsto circa Euro 200,00 una tantum).


Chi effettua il trattamento?


L’équipe per la cura delle demenze della cooperativa sociale Co.Me.T.A. 99, presso il
poliambulatorio “Co.Me.T.A. 99” in via Giardini, 466 in Modena (tel. 059 344482).


Come avere informazioni?


Visitare la nostra pagina dei contatti.

 

AITEC S.r.l.